CHI SIAMO

Una scuola moderna dall’esperienza del passato:

TradizioneComunicazioneModernitàMusicalità

L’Istituto offre con i suoi quattro indirizzi una scelta formativa che risponde alle istanze del territorio e dell’utenza giovanile.

La tradizione classica offre una ampia preparazione culturale che ha le sue radici nel mondo antico, ma che si proietta in modo organico e consapevole nel mondo moderno; l’indirizzo linguistico fornisce un efficace strumento per muoversi con competenza nella società moderna, e l’indirizzo delle scienze umane opzione economico/sociale dà la possibilità di conoscere la pluralità delle culture, le dinamiche del comportamento umano, i fenomeni economici e sociali e quindi della società in cui viviamo; l’indirizzo musicale offre un proficuo raccordo tra una buona preparazione liceale e un qualificato livello di conoscenza del linguaggio musicale e competenza esecutiva.

I percorsi metodologici e culturali, diversi, ma affini per impostazione e caratteristiche di licealità, perseguono il medesimo obiettivo: lo sviluppo della personalità dello studente e la sua formazione intellettuale e culturale.

Per questo fine l’Istituto assicura una preparazione articolata e flessibile, promuove le capacità di analisi, di valutazione, di rielaborazione del sapere; favorisce l’acquisizione di strumenti e criteri di giudizio critico, per la prosecuzione degli studi universitari o per altre forme di professionalità.

 

STORIA DELL'ISTITUTO

L’Istituto di Istruzione Superiore "Concetto Marchesi" nasce nel 1971 a Padova, città universitaria, in cui la domanda di cultura classica è da sempre forte, come distaccamento del Liceo Classico "T. Livio".

Diventa autonomo nel 1976 e viene intitolato al grande latinista, illustre Magnifico Rettore dell’Università di Padova, Concetto Marchesi che proprio per l’invito ad una vita culturalmente intensa e politicamente vitale, impersona lo stile del liceo.

Dalla sua costituzione il liceo ha svolto una profonda promozione culturale in anni in cui lo studio delle materie classiche veniva svalutato in nome di un tecnicismo più produttivo, ha avvicinato tante giovani menti al grande patrimonio dell’antichità e ha saputo rinnovarsi e mantenere elevata la propria offerta didattica.

Nel 1998 al liceo è stato aggregato l’Istituto Magistrale "E. Fuà Fusinato".

L’Istituto, già succursale dell’Istituto Magistrale "A. di Savoia Duca d’Aosta", diviene autonomo nel 1968 e viene intitolato ad Erminia Fuà, poetessa e letterata di origine rodigina, coniugata con il poeta e patriota Arnaldo Fusinato, per l’importante ruolo da lei svolto come direttrice generale delle Scuole d’Italia, promotrice in anni difficili di riforme vaste e notevoli.

Nel corso degli anni, ha ampliato la propria offerta formativa affiancando all’indirizzo magistrale quello a sperimentazione linguistica (C.M. 27/91); quando la normativa ha soppresso la scuola magistrale di quattro anni, è stato attivato l’indirizzo di Scienze Sociali.

Con l'avvio della riforma dei licei, dall'anno scolastico 2010/11 la sperimentazione linguistica è progressivamente sostituita dal nuovo Liceo Linguistico e al Liceo delle Scienze Sociali subentra il Liceo delle Scienze Umane opzione economico-sociale.

Dall'anno scolastico 2011/12 è avviato anche il nuovo Liceo Musicale.

Il materiale di seguito riportato, tratto dalla pubblicazione dell'annuario 1995-1996 realizzata dal Ginnasio-Liceo Concetto Marchesi, con il contributo della Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo e dell'Assessorato alla Pubblica Istruzione del Comune di Padova, in occasione del venticinquesimo anniversario della sua fondazione, mi sembra possa rappresentare un utile "dossier" relativo alle sofferte vicende logistiche della nostra scuola che possa aiutare studenti e genitori a comprendere la complessità della problematica dell'edilizia scolastica e il non sempre facile rapporto con le Amministrazioni ad essa deputate.

Gli stralci degli interventi sono a firma rispettivamente dell'allora Provveditore agli Studi Pasguale Scarpati dell'allora Preside Laura Terribile e della prof.ssa Floriana Rizzetto.

Il Dirigente Scolastico

Antonella Visentin

 

Dal saluto del Provveditore agli Studi:

VENTICINQUENNALE DEL "CONCETTO MARCHESI"

E VITALITA' DEGLI STUDI CLASSICI IN ITALIA

"………

Alla vitalità del liceo classico non hanno comunque smesso di credere quelle famiglie che, in numero ancora cospicuo e non sempre per tradizione, hanno continuato a mandarvi i loro figli, non spaventate dalle polemiche ed anzi convinte di muoversi sul sicuro. Sta di fatto che col I° ottobre 1971, ossia proprio agli inizi di quei travagliati anni 70 detti anche "di piombo" nasceva a Padova, da una costola del vecchio e sovraffollato "Tito Livio", il secondo liceo classico statale cittadino, il "Concetto Marchesi" appunto, che oggi con questo Annuario celebra degnamente il suo venticinquesimo anniversario.


In Consiglio comunale, che se ne assumerà gli oneri di legge, esso fu proposto dal prof. Federico Viscidi, stimatissimo docente di latino e greco presso lo stesso "Tito Livio". La sede fu la medesima che ospitava in Viale Codalunga una succursale del "Livio" da quando ne era uscita la scuola elementare "De Amicis": un edificio vetusto, inadeguato e afflitto dai rumori del traffico di un'arteria centralissima, sulla quale esso si affaccia.

Una provvisorietà destinata a permanere, talché si può dire che tutta la storia del "Marchesi" è stata come segnata dall'insofferenza della sua condizione materiale e dall'attesa della promessa nuova sede: che non sarebbe mai venuta, mentre con le due succursali di Via Pilade Bronzetti e di Viale Arcella, unitamente alla sede centrale ultimamente restaurata, il liceo trovava intanto, quanto meno, una felice collocazione sul suo naturale territorio che è quello del nord e nord-ovest della provincia.

Il liceo classico "Concetto Marchesi" nasceva dunque nel periodo della contestazione e di un forte turbamento sociale che pareva assumere, a tratti i segni esteriori dell'eversione, ed il giovane liceo non poteva non risentirne in qualche misura. Temprato da tale iniziale esperienza, sostenuto da un corpo docente che intanto si consolidava nella consapevolezza di potere e dover dare il meglio di se nella linea di una istituzione dai precisi connotati storici, il "Marchesi" poteva assidersi nella grande famiglia scolastica padovana onorando il suo nome illustre e riscuotendo stima e fiducia dalle famiglie.

Un certo arido formalismo retorico ed un certo scolasticismo fine a se stesso sono stati, si sa, l'insidia della tradizionale istruzione umanistica non solo in Italia. Credo invece di poter affermare che da tale insidia si tenga lontano il "Marchesi", il quale, sotto la guida di una preside fortemente motivata ed innamorata di questa scuola come di una sua creatura, ha saputo realizzare un umanesimo dal volto umano, com'è giusto che sia.

Quale avvenire attende il vecchio liceo classico? Per rispondere, dobbiamo aspettare che si condensi la nebulosa politica che gli pende sul capo.

Personalmente non credo ad una sua soppressione, come pur si è gridato da qualche parte in questi giorni: forte sarebbe infatti il risentimento di una diffusa coscienza civile del nostro paese. Credo invece ed auspico che qualche sapiente ritocco, sulla falsariga delle sperimentazioni parziali già in atto, gli conferisca una maggiore rispondenza ai tempi, senza travisarlo, ma salvaguardandone l'anima.

E' giusto che esso non sia più l'unica scuola italiana deputata alla formazione della classe dirigente, ma in un concerto così vario e complesso di saperi legati al progresso tecnologico, in una moltitudine di linguaggi codificati e balenii di immagini e di segni, avrà ancora  qualcosa da dire e da insegnare una scuola che pone al suo centro il valore primario dell'uomo e della parola.

Certo faticosa è la ricerca della verità e i più preferiscono cogliere le cose che sono a portata di mano, ma solo "un possesso che vale per sempre", come c'insegna Tucidide, può conferire all'uomo una maggiore dignità e dare un senso non effimero alla vita."

PASQUALE SCARPATI

Provveditore agli Studi

Padova, agosto 1996

 

Dalla premessa della Preside:

"Il Liceo Ginnasio "Concetto Marchesi" di Padova vive, in quest'anno scolastico 1995-96, il venticinquesimo dalla sua istituzione.

Come Preside sono stata ben lieta di accogliere subito l'idea, nata tra alcuni professori, di solennizzare la ricorrenza con la pubblicazione di un Annuario, il primo della Scuola. Invece di rievocare le origini dell'Istituto e di ripercorrere storicamente questo quarto di secolo, che richiederebbe un più lungo intervento, mi limiterò a ricordare la data dell'anno scolastico l971-72, quando l'allora succursale delle storico e ben noto Liceo "Tito Livio" fu costituita dal Ministero della Pubblica Istruzione in Liceo-Ginnasio autonomo.

Un contributo decisivo alla nascita giuridica del nuovo Liceo-Ginnasio fu dato dall'allora Assessore all'Istruzione del Comune di Padova prof. Federico Viscidi il quale, docente e vicepreside del "Tito Livio" stesso, voleva sia ricondurre la sua Scuola a una mole più gestibile, sia dotare la zona nord della Città di un "polo" classico.

Il nuovo Liceo-Ginnasio ha mantenuto dall'origine la sua attuale sede "centrale", termine che allude per antitesi alle "succursali"; il Marchesi" ne ha sempre avuto almeno una, perché l'edificio di Viale Codalunga non è mai stato sufficiente: anzi la storia del "Marchesi" si può largamente far coincidere con le vicende delle sue succursali e degli sforzi, finora vani, di arrivare all'unificazione in un'unica sede. Ma di ciò si parlerà in altra parte dell`Annuario."

……

LAURA TERRIBILE

Preside

Padova, agosto 1996                                

 

Da "UN BILANCIO SUL FILO DEI RICORDI"

"I miei ricordi non sono infatti solo questo; sono anche gli innumerevoli colloqui con tutti gli Assessori alla Pubblica Istruzione del Comune di Padova da una parte e con il Provveditore agli Studi dall'altra per trovare una soluzione idonea al problema della sede. Sono dossier preparati con la collaborazione dei genitori per far capire la nostra importanza culturale e sociale, di scuola che raccoglieva e raccoglie studenti che provengono da fuori città e che ha dovuto lottare per ricuperare locali, spostandosi spesso da una parte all'altra della città, cui sono state fatte tante promesse non mantenute, sempre all'erta per la palestra, alla ricerca di uno spazio che la facesse conoscere anche a chi pensa che a Padova esista solo il "Tito Livio".

……

Floriana Rizzetto

Collaboratrice vicaria

 

Da "LA DOLOROSA ISTORIA DELLE VICENDE LOGISTICO-EDILIZIE"

Il Liceo "Marchesi" nasce l'1 ottobre 1971 con il nome provvisorio ed anonimo di Liceo Classico Statale II, come "costola" staccatasi dal glorioso Liceo "Tito Livio", costola ritenuta scomoda da alcuni, tanto che, come spesso è avvenuto ed avviene nell'ambiente veneto sostanzialmente conservatore, il nuovo Istituto è inizialmente accompagnato dalla fama di Liceo turbolento e meno valido didatticamente e culturalmente del fratello maggiore.  Del resto anche dal punto di vista dell'immagine il nuovo Liceo non si presenta benissimo; gli viene infatti assegnata una sede provvisoria (come il nome) nell'edificio della ex Scuola Elementare "De Amicis", costruito ai primi del '900, quando certo il traffico di Viale Codalunga non era tale da rendere la zona del tutto inadatta a una destinazione scolastica. Non migliora certo la situazione l'ulteriore assegnazione di alcuni "ambienti" nella sede dell'Istituto i "Camerini e Rossi" in Via Beato Pellegrino.  Ben presto, anche in conseguenza dell'aumento delle iscrizioni, ma soprattutto per ottenere una sistemazione più dignitosa, docenti e studenti promuovono numerose azioni di sollecito presso l'Amministrazione Comunale e il Provveditorato per raggiungere uno "status" di scuola superiore, che, pur nella provvisorietà della sede, si presenti alla città con una sua effettiva consistenza. Finalmente nel 1975 "arriva" la succursale di Via Pilade Bronzetti nella sede de1l'ex Scuola Edile della Società Costruttori Padovani.

Non smette comunque l'attività dell'Istituto per ottenere una sedeunica e definitiva, mentre nel contempo aumenta il numero degli alunni che si iscrivono e si maturano con lusinghieri risultati e il nome del Liceo, che nel 1977 è stato intitolato al grande latinista e Rettore dell'Ateneo Patavino nei giorni bui dell'occupazione nazifascista Concetto Marchesi, comincia a farsi conoscere e valere.


Ma contemporaneamente si scatena la "fantasia" dell'Amministrazione. Nel 1978 l'Ufficio Tecnico dell'Edilizia Scolastica, di cui è allora responsabile l'architetto Martinoni, prospetta la possibile localizzazione di una nuova sede nell'area dell'ex Gasometro e nel 1987,  dopo che viene deliberato lo stanziamento della cifra di £ 1.600.000.000 per la costruzione di un nuovo Liceo Classico e che viene anche conferito l'incarico del progetto, la Giunta delibera che la nuova sede del Liceo Marchesi sorga in via Dupré (estrema periferia nord) e che consista di  sei (sic) aule più due speciali e servizi di segreteria. Immediata è la reazione unanime dell'Istituto: docenti, studenti e genitori protestano contro collocazioni così periferiche e penalizzanti di un Istituto che rappresenta l'unica alternativa cittadina al "Tito Livio" e che serve quasi al 50% un'utenza di fuori città, che abbisogna perciò di sedi centrali e facilmente raggiungibili. Si identifica una possibilità di riunificazione dell'Istituto nell'edificio della Scuola Elementare "Cesarotti Arria" di Via Isidoro Wiel, ormai sottoutilizzata e nel contempo si preme perché, nelle more dell'attesa, si provveda alla manutenzione dei due stabili in uso, il cui stato di degrado è sempre più evidente. Ma netta è l'opposizione per quanto riguarda la scuola di Via Isidoro Wiel e... si riparte con le sedi provvisorie, mentre il progetto di Via Dupré, pur sostenuto a spada tratta dall'allora assessore alla P. I. Mezzalira, va per le lunghe.

Nel l987 sette classi vengono collocate in una nuova succursale, al piano terreno della Scuola Media Statale "Elena Cornaro Piscopia" in Via Divisione Folgore, in un'area servita malissimo dai mezzi pubblici.

Proprio nell'autunno del 1987 esplode, in forme comunque civilissime, la protesta del Liceo per ottenere alcuni lavori di sistemazione urgentissimi e la fornitura di banchi e del servizio telefonico nella sede di Via Divisione Folgore. Servizi televisivi e "murales" affissi in tutta la città ottengono l'effetto sperato: arrivano i banchi a misura di ragazzi di scuola superiore e il telefono, viene risanato il solaio e restaurato il secondo piano dell'edificio di Viale Codalunga e vengono ricostruiti alcuni divisori pericolanti e rinforzate le scale dell'edificio di Via Pilade Bronzetti.

Anche i giornali locali seguono ormai la "telenovela" del Liceo: l'anno successivo viene " cancellata " la sede di Via Divisione Folgore, a cui ormai ci si è abituati, e viene assegnato l'edificio della ex Scuola Elementare "Rosmini" in" Viale Arcella, all'altro capo della città; ma tale edificio è inagibile e, di conseguenza, le classi destinate ad emigrare all'Arcella vengono "ospitate" in un prefabbricato di Via Bramante per un periodo di "due mesi", che ovviamente diventa di un anno.  Non vale neppure la pena di aggiungere a questo "cahier de doléances" i problemi legati alle palestre, inseguite per tutta la città.   Continuano le proteste, i colloqui con Assessori e Capi Settore; anche il Comitato Genitori è attivissimo e mette al servizio della Scuola le personali competenze di alcuni genitori a cui va il nostro grato pensiero. Finalmente nel settembre del 1989 si entra nella sede di Viale Arcella, ristrutturata secondo le indicazioni dell'Istituto.

Ma non è ancora  tramontato il progetto di Via Dupré, per cui anzi la Giunta firma una convenzione con la ditta EDILFER di Roma. Però le Giunte cambiano e cosi gli Assessori; il nuovo Assessore Faleschini nel 1991 ricolloca il Liceo in Via Divisione Folgore; nuovi colloqui che convincono l'Assessore della validità delle argomentazioni portate dai rappresentanti dell'Istituto, che ribadiscono la necessità di una collocazione in zona centrale o comunque facilmente raggiungibile. Tramonta intanto nel ciclone di avvisi di garanzia che investe molti esponenti del mondo politico padovano il progetto di Via Dupré; il famoso mutuo di £ 1.600.000.000 del 1987 viene devoluto al restauro di quattro edifici scolastici, di cui due sono fortunatamente quelli di Viale Codalunga e Via Pilade Bronzetti.  Viene costituita una Commissione tecnico-edilizia formata da docenti, genitori e studenti per suggerire gli interventi più urgenti e le necessità della Scuola. Ma tutto va nuovamente a rilento perché anche la convenzione a suo tempo stipulata con EDILFER appare molto sospetta (tra l'altro non è partito nessun lavoro dopo anni di affidamento dell'incarico).  Si deve arrivare perciò alla revoca della convenzione, al riaffidamento del progetto e a una nuova gara d'appalto.

Passa il 1993, passa anche il 1994 e... finalmente nel 1995 iniziano i lavori, in pieno anno scolastico.  La ditta che ha vinto l'appalto delle opere edilizie viene da Roma, quella che provvede agli impianti elettrici da Piove cli Sacco: si verificano subito alcune sfasature nelle date e nel ritmo dei lavori, nel frattempo comunque si tenta di andare avanti, nel rumore e nella polvere più inenarrabili, senza servizi igienici, con lavori che spesso si interrompono, con operai che vanno e vengono, capicantiere che improvvisamente cambiano e infine con interruzione sine die dei lavori, dopo che in Viale Codalunga sono state tolte in marzo, senza autorizzazione da parte del direttore dei lavori, le finestre del primo piano, che non verranno rimontare che ai primi di settembre (leggasi allagamenti ad ogni pioggia ed esposizione completa all'ingresso di estranei, dato che pure la porta principale è sostituita da alcune assi di legno mal puntellate).   Nuovi colloqui, nuove delegazioni, contestazioni tra Amministrazione, ditta concessionaria dell'appalto e direttore dei lavori; ai primi di agosto i due edifici, e in particolare quello di Viale Codalunga, sono nel disastro più completo. Il nuovo Assessore, dott.sa Boselli, si prende a cuore la cosa e così, in qualche modo, i lavori riprendono e, sia pure con qualche giorno di ritardo, l'anno scolastico 1995-96 può cominciare. Sembra che si possa arrivare al completamento delle opere ancora da eseguire, ma, dopo qualche altra sporadica comparsa di operai, l'impresa abbandona definitivamente i lavori. Comincia una nuova lunga procedura di diffida da parte dell'Amministrazione, che porterà ad un nuovo incarico per il completamento delle opere (basti pensare che la porta della futura scala di sicurezza si apre sul vuoto e che il nuovo intonaco esterno si riduce a quattro prove di colore sul muro a lato della porta d'ingresso); l'Ufficio Edilizia Scolastica parla del novembre 1996.

 
Mah, si potrebbe citare il detto popolare: "È, meglio ridere per non piangere", ma tant'è.  Ora, nell'attesa di passare, come tutte le Scuole superiori, sotto l'amministrazione della Provincia, non abbiamo che questa ipotesi, più che promessa, con cui fare i conti. Basterà?
 
 

Ultima modifica 05 marzo 2018

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